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Internet delle cose: processi ‘intelligenti’ nel 31% delle piccole imprese

L’analisi dei dati della rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese italiane diffusi la scorsa settimana dall’Istat – ed estesa da Eurostat ai 27 Paesi dell’Unione europea – fornisce un importante aggiornamento sull’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese.

Per quanto riguarda Internet delle cose (Iot, acronimo di Internet of things), relativo all’interconnessione di singoli dispositivi o sistemi di dispositivi che raccolgono e scambiano dati e che possono essere monitorati o controllati via Internet, il 31% delle piccole imprese nel 2021 utilizza questa tipologia di dispositivi Iot, ben cinque punti sopra al 26% della media europea.

Diffusione di Internet delle cose nelle piccole imprese nei Paesi Ue a 27
2021, % piccole imprese 10-49 addetti con almeno una tecnologia Iot – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

Tra le piccole imprese che hanno fatto ricorso a internet delle cose risulta più diffuso l’utilizzo di dispositivi per la sicurezza dei locali dell’impresa come, ad esempio, sistemi intelligenti o smart di allarme (74,3%), per la manutenzione di macchine o veicoli attraverso sensori monitorati o controllati via Internet (27,5%), per i processi di produzione, come sensori o etichette RFID controllati via Internet e usati per monitorare o automatizzare il processo (23,3%), per la gestione del consumo di energia mediante contatori, lampade, termostati “intelligenti” o smart (22,3%), per la gestione della logistica mediante sensori controllati/monitorati via internet per tracciare il movimento di veicoli o prodotti (20,8%), per l’offerta di servizi ai clienti, ad esempio, mediante telecamere o sensori “intelligenti” connessi per monitorare le attività della clientela o offrire loro un’esperienza di acquisto personalizzata (17,2%).

Dal punto di vista settoriale, l’utilizzo di almeno un dispositivo Iot più elevato si registra nel settore dell’energia (45,9%), seguito da attività immobiliari (42,5%), raffinazione del petrolio (40,7%), nell’alimentare e bevande (40,3%), telecomunicazioni (39,8%) e fabbricazione di apparecchiature elettriche (39,6%), trasporto e magazzinaggio (38,5%), produzione cinematografica, video e programmi televisivi (37,8%), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (37,4%), alloggio (36,1%) e metallurgia e prodotti in metallo (36,1%). Quota elevata anche per le costruzioni, pari al 36,0%, in linea con il 36,5% della manifattura, dove domotica e installazione di impianti utilizzano in modo esteso tecnologie smart per l’utilizzo di apparecchiature domestiche, l’ottimizzazione dei consumi di energia e per la gestione di sistemi di sicurezza.

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