In audizione lo scorso 10 marzo presso la Commissione Lavoro del Senato sui canali di ingresso nel mondo del lavoro, abbiamo evidenziato come sia fondamentale avviare importanti investimenti sulle competenze professionali per superare le criticità strutturali del nostro Paese: il disequilibrio tra le competenze richieste dal mondo del lavoro e quelle acquisite nel sistema educativo, la carenza nelle competenze tecnico-scientifiche, le basse percentuali di raggiungimento dei titoli di studio secondari e terziari, nonchè i livelli preoccupanti di abbandono precoce degli studi.
Serve investire sulla formazione on the job –formazione sul posto di lavoro-, incentivando il ricorso all’apprendistato, sia duale sia professionalizzante. Gli interventi a sostegno dei contratti di apprendistato dovrebbero essere accompagnati da un intervento finalizzato a ripristinare, per il professionalizzante, la decontribuzione totale per i primi tre anni di contratto per le imprese artigiane e in ogni caso per quelle fino a nove dipendenti.
Abbiamo sottolineato come all’elevata presenza di neet (giovani tra 15 e 29 anni non impegnati nello studio, né nel lavoro né nella formazione) si accompagni un aumento della difficoltà di reperimento del personale, particolarmente marcato per le professioni specializzate.
Secondo i dati di Confartigianato “il 60% delle assunzioni nelle micro e piccole imprese richiede competenze digitali, il 52% competenze matematico-informatiche e il 36% competenze nelle tecnologie 4.0“.