Il presidente Massetti: «Un segnale che parla di futuro, innovazione e capacità di adattamento del nostro saper fare».
Brescia è tra le province italiane con la più alta presenza di imprese artigiane che hanno già avviato un percorso concreto nell’utilizzo delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. A dirlo è lo studio “I pionieri dell’IA” dell’Ufficio Studi Confartigianato: nella nostra provincia sono 967 le imprese artigiane – su un totale di 4.114 realtà con dipendenti – ad aver adottato soluzioni di IA, pari al 23,5% del totale. Una percentuale superiore alla media nazionale (19,3%), che colloca Brescia tra i 40 territori più avanzati d’Italia nella trasformazione digitale del comparto artigiano.
Per Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia: «Questi dati dimostrano che il tessuto imprenditoriale bresciano non è solo reattivo, ma anche coraggioso nell’innovare. Un segnale che parla di futuro, innovazione e capacità di adattamento del nostro saper fare. La cosiddetta “intelligenza artigiana” si rivela un fattore strategico per affrontare la transizione digitale, senza perdere l’anima del nostro lavoro: creatività, manualità e legame con il territorio. Il nostro compito, come sistema associativo, è quello di accompagnare le imprese affinché non restino indietro. L’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia: la sfida è saperla governare».
Lo studio evidenzia inoltre che le applicazioni più diffuse nelle MPI artigiane riguardano la gestione economico-finanziaria (46%), il marketing e l’e-commerce (34,8%) seguite a distanza da gestione dei clienti con il 18,8%, gestione dei servizi e della produzione con il 18,5% e la sicurezza informatica (18,3%). Tuttavia, rimane alta la quota di imprese che dichiara di non sapere come introdurre l’IA nei propri processi: ben il 69,5%. Una lacuna che Confartigianato sta già affrontando con iniziative di formazione e accompagnamento, come il recente corso proprio su I.A. e strumenti per le MPI a cui hanno partecipato oltre cinquanta imprese.
