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Contro l’abusivismo Confartigianato Imprese lancia la campagna “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani!”

“Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani” è la nuova campagna d’informazione e sensibilizzazione contro l’abusivismo lanciata da Confartigianato Imprese attraverso i fumetti. E’ fresca, leggera e ironica per puntare i riflettori su un fenomeno particolarmente diffuso: la concorrenza sleale che deriva dal sommerso e dal lavoro irregolare e che penalizza in particolare le nostre imprese artigiane.

Tre gli obiettivi dell’iniziativa: mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, valorizzare la qualità, la durata e il rispetto delle norme, la convenienza e sicurezza del lavoro dei veri artigiani, oltre a richiamare le Autorità ad un’azione di controllo e repressione e di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.

A cadenza settimanale divulgheremo le storie a fumetti che raccontano il fenomeno dell’abusivismo nelle categorie maggiormente toccate: edilizia, acconciatura ed estetica, autoriparazione, impiantistica, riparazione di beni personali e per la casa, trasporto taxi, cura del verde, comunicazione e traslochi.

Contestualmente al lancio della campagna, Confartigianato Imprese ha diffuso uno studio con l’allarme sulla minaccia del sommerso per le attività dei piccoli imprenditori. 3,2 milioni di pericolosi ‘fantasmi’ si aggirano per l’Italia: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che ‘vale’ 202,9 miliardi di euro e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato. Per numero di ‘occupati’, con 3,2 milioni di irregolari, il sommerso è il terzo settore più numeroso dell’economia italiana, preceduto dai servizi, che contano 16,3 milioni di addetti, e dal manifatturiero (4 milioni di addetti).

Sono 709.959 le aziende italiane maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 1 milione di operatori abusivi che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. È irregolare il 14% dei soggetti che svolgono attività indipendente e questa quota è aumentata di 0,6 punti percentuali rispetto al 2011.

In particolare, i rischi maggiori d’infiltrazione abusiva li corrono 587.523 imprese artigiane sul territorio italiano, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi.
Abusivismo e lavoro sommerso non risparmiano nessuna regione d’Italia, ma il Mezzogiorno ha il record negativo con il tasso di lavoro irregolare sull’occupazione totale pari al 17,5%, mentre il Centro Nord si attesta sul 10,7% e il Nord Est si ferma al 9,2%. Maglia nera per la Calabria, dove non è regolare un quinto (21,5%) degli occupati della regione, seguita da Campania (18,7%), Sicilia (18,5%), Puglia (15,9%), Molise (15,8%) e Sardegna (15,3%). Il tasso più basso di lavoro irregolare sul totale degli occupati (8,4%) si registra nella Provincia autonoma di Bolzano.
Ma – secondo le stime contenute nell’analisi – è nel Nord che si annida il maggior numero di abusivi che si fingono imprenditori. La classifica regionale vede infatti in testa la Lombardia dove l’economia sommersa ne ‘arruola’ 130.800. Seguono la Campania (121.200), il Lazio (111.500), la Sicilia (95.600) e la Puglia (78.100). A livello provinciale, Roma batte tutti con 84.000 abusivi, seguita da Napoli (59.500), Milano (47.400), Torino (30.600), Salerno (26.100).

“Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani!” è la nostra campagna per sostenere con fermezza la tolleranza zero nei confronti di un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori.

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