La nuova legge regionale n° 6 del 6 marzo 2026 mira a superare la stratificazione delle disposizioni passate, offrendo un quadro normativo unitario, più leggibile e accessibile, sistematico per lo sviluppo, l’innovazione e la sostenibilità delle imprese artigiane.
Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti:
«L’approvazione della nuova legge regionale sull’artigianato rappresenta un passaggio importante perché riordina e semplifica un quadro normativo che negli anni era diventato frammentato e complesso per le imprese. Come Confartigianato abbiamo seguito e accompagnato l’intero percorso di confronto, contribuendo nell’ambito della Consulta tecnica per l’artigianato alla definizione di un impianto più chiaro e coerente con l’evoluzione del settore.
Positivo il rafforzamento delle sinergie tra Regione, Camere di Commercio, enti locali e associazioni di categoria, così come l’attenzione a qualità artigiana, innovazione e ricambio generazionale, leve decisive per la competitività delle micro e piccole imprese lombarde. Resta ora aperta una sfida più ampia: aggiornare anche il quadro normativo nazionale, ancora fermo alla legge del 1985, per accompagnare pienamente l’evoluzione dell’impresa artigiana contemporanea. La direzione intrapresa dalla Lombardia va in questa prospettiva».
Fra le principali novità della nuova normativa:
Semplificazione amministrativa
La legge ridisegna in modo più netto i ruoli istituzionali, attribuendo alla Regione funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento, mentre alle Camere di Commercio viene affidata la gestione operativa della sezione speciale del registro delle imprese. Ai Comuni spetta invece il compito di verifica e controllo sul territorio.
Gestione dei ricorsi e sanzioni
La legge introduce inoltre un sistema più definito per la gestione dei ricorsi e delle sanzioni, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e certezza delle regole.
I ricorsi contro i provvedimenti del Conservatore del registro delle imprese devono essere presentati, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data del ricevimento della comunicazione, direttamente alla competente direzione della Giunta regionale.
Le sanzioni per infrazioni (come l’uso non consentito di riferimenti all’artigianato o l’omessa iscrizione) sono state aggiornate dagli importi in vecchie Lire della legge precedente ai nuovi importi in euro (da un minimo di 250,00 euro a un massimo di 2.500,00 euro).
Oltre alle sanzioni pecuniarie, i Comuni possono ora disporre la sospensione temporanea dell’attività artigianale fino a venti giorni per inosservanza dei requisiti di legge e, in caso di reiterazione, imporre il divieto assoluto di prosecuzione dell’attività.
Digitalizzazione, sostenibilità e accesso al credito
La nuova legge introduce una forte attenzione ai temi dell’innovazione e della sostenibilità.
Regione Lombardia al fine di sostenere la competitività delle imprese artigiane, è chiamata a erogare contributi per lo sviluppo di sistemi organizzativi digitali, per l’eco-innovazione (sostenibilità), per la transizione green e per la partecipazione a fiere internazionali tramite voucher.
Accanto a questo, un capitolo importante riguarda l’accesso al credito, con strumenti che vanno dai fondi di garanzia ai contributi per l’abbattimento dei tassi, fino alle convenzioni con il sistema bancario.
Ricambio generazionale e riconoscimento “Qualità Artigiana”
La legge dedica ampio spazio al tema del ricambio generazionale. L’artigianato, più di altri settori, vive della trasmissione di competenze e saperi: senza un passaggio efficace tra generazioni, il rischio è quello di disperdere un patrimonio costruito nel tempo.
Per questo vengono previste iniziative per avvicinare i giovani alle professioni artigiane, favorire l’ingresso nel mondo del lavoro e sostenere la continuità delle imprese.
Inoltre, viene formalizzato e disciplinato il riconoscimento di “Qualità artigiana” per le imprese che si distinguono per l’eccellenza delle materie prime, dei processi, e per la sostenibilità ambientale. Non un marchio limitato a pochi ambiti, ma uno strumento esteso a tutte le imprese che dimostrano standard elevati.
È una scelta che va oltre la certificazione: è un modo per raccontare al mercato cosa significa oggi essere artigiani, distinguendo chi punta sull’eccellenza e sulla cura del dettaglio.
