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Decreto aiuti: rafforzati gli incentivi 4.0

Il Decreto Aiuti pubblicato in gazzetta ufficiale lo scorso Maggio ha elevato le misure dei crediti d’imposta per i beni immateriali e la formazione 4.0, introducendo per quest’ultima anche una certificazione dei risultati conseguiti in termini di acquisizione e consolidamento delle competenze.
L’obiettivo del Governo in questo caso è quello di elevare la qualità del sistema di formazione 4.0, garantendo una rispondenza tra i fabbisogni delle imprese che beneficiano del credito d’imposta e le attività formative erogate. La misura relativa ai beni immateriali invece è inclusa fra le missioni del PNRR e risponde all’esigenza di assicurare un’accelerazione dinamica degli investimenti in beni strumentali immateriali.

Nella fattispecie, la nuova norma ha disposto che per gli investimenti in beni immateriali 4.0, effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023 con “prenotazione”), la misura del credito d’imposta è elevata al 50 % rispetto al 20% precedentemente stabilito.

Il credito d’imposta formazione 4.0 viene invece così modificato:

70% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 300 mila euro per le piccole imprese (anziché il 50% precedentemente stabilito) , a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di prossima emanazione e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite dal medesimo decreto;

50% delle spese ammissibili nel limite massimo annuale di 250 mila euro per le medie imprese (anziché il 40% precedentemente stabilito) , a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico di prossima emanazione e che i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite dal medesimo decreto;

• 30% delle spese ammissibili per le grandi imprese nel limite massimo annuale di 250 mila euro (invariato).

Con riferimento ai progetti di formazione avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto aiuti ma che non soddisfino le condizioni previste, le misure del credito d’imposta sono rispettivamente diminuite al 40 per cento e al 35 per cento.

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