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OLTRE LA CRISI: LE IMPRESE PRONTE A RIPARTIRE - 19/1/2010

Il terzo Osservatorio Congiunturale Ispo-Confartigianato chiude l'analisi del 2009

Per le piccole imprese un anno in trincea: solo il 9% dichiara un aumento di fatturato. Le attese per il 2010 sono di maggiore stabilità e meno cambiamenti, soprattutto in negativo. Il 62% degli artigiani apprezza la moratoria sui crediti: grazie all'iniziativa salve 60.000 piccole imprese.


Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell'Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi.

Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall'Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l'atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l'economia, la crisi e l'occupazione.

Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell'economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell'Italia a breve.

Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione.

E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà.

L'Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni.

Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche.

Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l'accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve.

La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani.

Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c'è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda "Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe"? La prima risposta degli artigiani è stata "farei nuovi investimenti". L'Italia, sembra essere proprio in buone mani.



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