Sessant'anni di Artigianato nel segno dell'Unione
Confartigianato Imprese Unione di Brescia è un'organizzazione autonoma e apartitica, fondata sul principio della libera adesione e aperta a tutte le componenti settoriali e culturali dell'artigianato e della piccola imprese bresciana.
Il percorso storico della Confartigianato Unione di Brescia inizia negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, esattamente nel 1948. In quel periodo, l'Italia e la provincia di Brescia pensano alla ricostruzione con un mentalità aperta al futuro.
Mentre le fondamenta dello Stato vengono ricostruite, le urne sanciscono le scelta repubblicana e il popolo opta per l'adesione al Patto Atlantico. I lavoratori autonomi della provincia manifestavano la volontà di unità e solidarietà reciproca del mondo artigiano, improntata alla valorizzazione dell'Artigiano Imprenditore. L'associazionismo proposto mira a favorire l'emancipazione della categoria, promuovere l'iniziativa privata, la libertà d'impresa e la lotta agli eccessivi interventi dello Stato, riconoscendo l'artigiano come datore di lavoro, individuo libero, piccolo imprenditore indipendente, che vuole diventare grande.
Il 3 Gennaio 1949 nasce ufficialmente l'Unione Provinciale dell'Artigianato, grazie ai soci fondatori: Guidi Bellotti, Tarcisio Bertoli, Giuseppe Bettini, Riccardo Bolis, Giuseppe Bonzio, Gabriele Bossini, Luigi Bovi, Giovanni Capra, Armando Maccarinelli, Giuseppe Pancari, Aldo Pignata, Giusto Poisa, Lorenzo Salodini, Alessandro Sottini e Giacomo Sottini.
La prima sede nasce in via Tresanda del Sale n°5 e come Presidente viene eletto Aldo Pignata.
Sotto la sua guida l'Unione aderisce alla Confederazione Italiana dell'Artigianato, con sede a Roma.
Nel dicembre dello stesso anno, la presidenza della giovane Organizzazione viene affidata al professor Ugo Vaglia, che la condurrà per quarant'anni. Nel 1950 viene affiancato a Vaglia, nella figura di segretario dell'Unione, Miro Bonetti. Da questo momento l'Unione inizia a dimostrare la sua validità rappresentando un punto di forza trainante per la crescita del movimento sindacale artigiano e rimanendo al fianco degli artigiani in tutte le battaglie.
Analizzando il clima dei primi anni cinquanta, il lavoro svolto dalla coppia Vaglia-Bonetti riusce a mobilitare gli artigiani facendo loro comprendere l'importanza della solidarietà e dell'impegno profuso nella propria attività tenendo conto del bene comune della società.
Nel 1950 l'Unione cambia sede e si trasferisce in via delle Antiche Mura n°3 e dopo qualche mese in corso Matteotti n. 54. Si inizia a promuove un servizio mutualistico di assistenza sanitaria, punta alla valorizzazione globale del comparto artigiano attraverso l'organizzazione di fiere, mostre ed iniziative che danno visibilità alle piccole imprese della provincia.
Due anni dopo viene inaugurata la Cassa Rurale Artigiana a Lumezzane, promossa dall'Unione; Il 15 settembre, viene pubblicato il primo numero di Brescia Artigiana, il bollettino della Confartigianato bresciana.
Nel 1953, su iniziativa della Camera di Commercio, vengono promossi i primi corsi dell'artigianato, che si rivelano strumenti di congiunzione tra il mondo dell'istruzione e quello del lavoro in quanto la formazione va al di là dei stretti termini della teoria aggiungendo valori più ampi ed umani. Parallelamente vengono intensificati i corsi per la prevenzione di infortuni e di specializzazione per i titolari di imprese attive in vari settori: falegnami, acconciatori, elettricisti, tappezzieri e radiotecnici.
Nel 1957 si svolgono le elezioni per definire la composizione dell'Albo Provinciale dell'Artigianato e della Cassa Mutua Artigiana con la vittoria dell'Unione sulle altre associazioni e sugli indipendenti.
Alla fine degli anni '60 il numero degli associati raggiunte quota 5.542, su un totale di iscritti all'albo poco superiore alle 11mila unità. Una crescita numerica ma anche territoriale, dato che l'Unione può contare su cinque uffici attivi in provincia e 28 recapiti, che permettono alle adesioni di continuare a crescere, così come alle esigenze delle imprese.
Agli inizi del 1969 la sede cambia nuovamente e si sposta prima in via Matteotti poi in via Moretto. In quell'anno viene inaugurata la nuova struttura in via Bassiche n°32; sede elegante e spaziosa per accogliere l'accresciuto numero degli iscritti e testimoniare la sempre maggiore importanza dell'Upa.
Le modifiche apportate dalla riforma fiscale dei primi anni '70, la crescita e l'ammodernamento delle imprese, diversificano le esigenze cui l'Unione doveva rispondere. Ciò ha reso necessario un'ulteriore adeguamento dell'organizzazione, realizzato tramite il potenziamento delle sedi, degli uomini e dei mezzi. Al contempo si segnano incrementi e variazioni del rapporto con la Confartigianato Nazionale, attraverso visite di Vaglia al Consiglio Nazionale e ristrette delegazioni che si incontravano nella sede di Roma oppure nella sede dell'Unione.
Nell'ottobre 1982 la sede viene trasferita in via Milano n°18 per accogliere il dinamismo e la poliedrica attività dell'Unione grazie a moderni uffici e spazi comuni destinati ad ospitare molteplici iniziative della varie categorie. All'inaugurazione intervengono tutte le autorità bresciane, il presidente della Confartigianato Nazionale Germozzi, il presidente della Confartiganato Regionale Turri ed il sottosegretario alle Finanze, Paolo Moro.
Il trasferimento nella nuova sede coincide con l'anniversario per i 35 anni di attività che ricorre nel 1983; occasione per rilanciare l'attività di sodalizio artigiano elogiandolo come settore produttivo che si avvale delle capacità individuali nei processi tecnici e del valore stimolante dei più alti valori religiosi e sociali.
La necessità dell'artigianato è quella di avere un'organizzazione sempre più forte che sappia interpretare ed anticipare le esigenze della categoria per garantire sostegno nella difesa degli interessi a vantaggio di un avanzamento nella società a misura d'uomo.
Nel 1989 avviene la svolta, dopo quarant'anni Vaglia cede la carica di presidente ad Andrea Bonetti, il quale si adopera per l'allargamento degli orizzonti dell'attività dell'Unione; cresce l'immagine di organizzazione imprenditoriale e della categoria rappresentata.
Alle porte degli anni novanta si parla di Nuovo artigianato, un artigianato profondamente diverso da quello degli inizi, in quanto caratterizzato da intensa innovazione tecnologica e da funzioni sempre meno delegabili alle macchine; l'artigiano fa della qualità e della professionalità le armi vincenti.
Dal 1997 l'organizzazione ha adottato la nuova denominazione di Confartigianato Unione di Brescia per sottolineare l'inserimento nella galassia sindacale della Confartigianato richiamando il valore delle proprie radici storiche e territoriali, in grado di offrire agli artigiani risposte sempre più adeguate alle loro esigenze, con servizi efficienti e sempre più qualificati.
Nel 2001 l'assemblea elegge in nuovo presidente nella figura di Giovanmaria Rizzi, che avvia un programma di ammodernamento e riorganizzazione dell'Unione. Azioni che hanno portato anche all'ampliamento della presenza territoriale, con l'apertura di ulteriori uffici mandamentali e il trasferimento nella nuova sede di via Orzinuovi, avvenuto ad aprile del 2004.
Nel 2005 Giovanmaria Rizzi viene rieletto Presidente della Confartigianato Imprese Unione di Brescia e con lui viene riconfermata anche la Giunta Esecutiva.
Il 28 giugno 2009 alla presidenza dell'Organizzazione viene eletto Eugenio Massetti di Roccafranca, già presidente del mandamento di Orzinuovi e presidente della categoria dei grafici e tipografi.
Nel suo programma: l'impegno dell'Unione, sia a livello nazionale che regionale, nel rappresentare in modo più significativo il mondo dell'artigianato; la ripresa degli incontri sul territorio; una formazione specifica per la figura dei delegati comunali; l'implementazione degli organi informativi; un maggior supporto alle categorie, al Gruppo Donne Imprenditrici ed al gruppo Giovani.