Confartigianato Imprese Unione di Brescia
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Sabato 4 Settembre 2010 - ore 22:41
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ASSEMBLEA GENERALE
'Artigiani bresciani: liberi di fare impresa? La risposta è stata si, ma con molte difficoltà'

La risposta a questo interrogativo, è stata la base del dibattito, che ha tenuto banco nel corso dell'annuale Assemblea generale di Confartigianato Imprese Unione di Brescia, tenutasi domenica 23 maggio presso l'auditorium dell'Organizzazione in via Orzinuovi.        

Un evento importante, che ha visto la partecipazione di Eugenio Massetti e Carlo Piccinato, rispettivamente Presidente e nuovo Segretario generale di Confartigianato Imprese Unione di Brescia.               

Tra i partecipanti Daniele Molgora, Presidente della Provincia di Brescia; Adriano Paroli, Sindaco di Brescia.  
Presenti anche Raffaello Vignali, Vicepresidente della Commissione Attività produttive alla Camera dei Deputati; Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Nazionale e Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Lombardia.

Un titolo impegnativo, si diceva che però consente, grazie al punto interrogativo, di alimentare qualche speranza, ma che, al tempo stesso, già suggerisce, per il solo fatto di interrogarsi, che questa libertà manca.
'C'è del buono e del meno buono, oggi sicuramente ci sono delle serie difficoltà dice Eugenio Massetti, da un anno presidente dell'Organizzazione.
Difficoltà confermate da Giorgio Guerrini, Presidente di Confartigianato Nazionale. 'La situazione è problematica per tutti ed in qualsiasi Paese del Mondo. Le piccole imprese però hanno oggi due elementi a loro vantaggio: lo Statuto delle Pmi e Rete Imprese Italia ovvero quella sorta di 'associazione' delle associazioni che ha fatto sì che 5 Organizzazioni artigiane e del commercio da adesso abbiano una rappresentanza unitaria ai tavoli della politica.
Prima domanda: serve uno Statuto delle Pmi? Evidentemente sì. Lo ha capito persino l'Europa che ha promosso lo Small Business Act giusto per tutelare con maggior forza le Pmi. Uno strumento, quindi - sia europeo che nazionale - che, per usare le parole di Vignali, 'riconosca e incentivi il ruolo delle imprese snellendo la procedura d'avvio di nuove imprese' e via via elencando una serie di attenzioni e di tutele verso le Pmi. Esempio: i pagamenti delle Amministrazioni pubbliche e quote riservate negli appalti.
Seconda domanda: serviva una 'associazione» delle associazioni, ovvero qualcosa che si aggiunge, non era meglio - semmai - semplificare il tutto: arrivare ad un'unica organizzazione? Piano-piano, frena Guerrini. Rete Imprese Italia vuole rappresentare in un'unica sigla il mondo italiano delle Pmi; ognuno resta padrone in casa propria, però - nei momenti topici, quando c'è da sedersi ai tavoli che contano - ebbene, in quei momenti ci si presenterà con una unica voce. Si comincia, in poche parole, ad unificare la voce, poi - semmai - verrà il resto.

Le richieste fatte al Governo, e presentate a Raffaello Vignali, Vicepresidente della Commissione Attività produttive alla Camera sono chiare:
1)riduzione dell'Irpef (Massetti ha insistito: almeno un 2-3%);
2)ampliamento della base imponibile;
3)lotta all'evasione fiscale;
4)meno spesa pubblica;
5)semplificazione burocratica;
6)riforma degli ammortizzatori sociali;
7)nuovi parametri di accesso al credito.

Restiamo ad un tema: calo delle tasse. È ragionevole la richiesta di Massetti e che tempi ci si potrebbe dare per attuarla? Molgora (fino a qualche giorno fa sottosegretario alle Finanze) concorda sulla serietà della richiesta, ma non ha difficoltà a ricordare il quadro generale (Grecia in primis) e ricorda quindi le positive attese sul federalismo. Occhio e croce - ha detto - in due anni quei due-tre punti di Irpef non sarebbero impossibili da togliere. L'appuntamento per una verifica è da qui a 24 mesi.

Se - ha detto Massetti - dobbiamo cambiare gli studi di settore è evidente che a Brescia possiamo fare poco: qui serve un intervento corale sulla politica centrale; se - altro caso - dobbiamo chiedere più spazio alle piccole imprese nei lavori dell'Expo 2015 è evidente che il tavolo si sposta a Milano: quindi più impegno, più forza, più rappresentatività sui tavoli che contano. E, da questo punto di vista, la neocostituita Rete Imprese Italia può essere uno strumento essenziale.
Poi ci sono gli interlocutori locali, il tavolo della politica bresciana.
Non che qui vada tutto bene. Applausi alla Brebemi che parte, ma forte preoccupazione sull'intricata vicenda dell'aeroporto di Montichiari che rischia di restare un'occasione persa per l'economia bresciana e quindi ci appelliamo alla buona politica perché intervenga.

 

Scarica la relazione del Presidente 

         (Foto della tavola rotonda)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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